Se la rivoluzione Franceschini spalanca le porte a Pasqua a musei e siti archeologici e monumentali con ingresso gratis e con una articolata offerta di aperture anche per Pasquetta, non c’è pace per il Parco della Reggia di Capodimonte. Come avviene oramai da anni il parco resterà chiuso nella giornata del Lunedì Albis. Il Museo che con il suo parco è entrato a far parte del sistema dei venti musei nazionali, in Campania, gli fa compagnia l’Archeologico, attende il nuovo direttore generale. Al momento la situazione è uguale a quella degli altri anni. Eppure il parco di Capodimonte è una oasi di bellezze naturali: lecci, magnolie, pini e prati, sono alcune delle meraviglie arboree dei 124 ettari. Il più grande della città di Napoli, dove crescono da secoli alberi ed essenze particolari e dove vivono specie animali come volpi, faine e merli. Originariamente utilizzato da Carlo di Borbone come riserva di caccia, poi giardino all’inglese ed oggi parco pubblico monumentale.

Tra i suoi viali si danno appuntamento atleti e giovani in cerca di relax. E’ meta quotidiana di scolaresche in visita al patrimonio paesaggistico. E’ un luogo unico al mondo che domina la città. All’interno vi sono il Museo di Capodimonte ed una serie di edifici costruiti dai Borbone, e destinati a diverse funzioni. Tra questi segnaliamo: Edificio Torre, Real Fabbrica delle Porcellane, Vaccheria, Casino della Regina e Fabbricato Cataneo.

L’oasi naturalistica si sviluppa attraverso una serie di viali che sono costeggiati da vegetazione monumentale ma anche da dirupi dove si nascondono anche animali in via di estensione. L’insieme è davvero un mix di maestosità e naturalità. Piante secolari dagli enormi rami con foglie sempre verdi costeggiano le strade ricoperte da san pietrini o materiale tufaceo.

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