Capitale della Cultura 2017, attesa per Ercolano

A Roma, domani, si conoscerà il nome della città Capitale della Cultura prescelta per il 2017 tra le nove finaliste in corsa. La proclamazione alle ore 17.00 avverrà presso la Sala del Consiglio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Oltre a Ercolano, sono rimaste in lizza Aquileia, Como, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Sarà il presidente della commissione appositamente nominata dal Ministero, Marco Cammelli, al temine dei lavori della giuria a comunicare il nome della città prescelta per il 2017 al ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Il processo di selezione è avvenuto seguendo una serie di criteri ben precisi. Bisognava tenere presente la condivisione con Regione e altri Enti territoriali, con soggetti pubblici e privati portatori di interesse sul territorio, delle iniziative progettuali proposte. Valutare la capacità di fare uso delle nuove tecnologie, anche informatiche; incrementare l’attrattività turistica del territorio; favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana.
Al vincitore un milione di euro, e la possibilità di mettere in campo progetti; oltre questo, il prestigio che si verrà ad acquisire, oltre alla sicura crescita economica, sia nazionale che internazionale. Per la verità per Ercolano il prestigio è già cosa fatta grazie a quanto ha prodotto nel mondo culturale, scientifico e storico: attualmente nella città vesuviana giungono 1.200.000 visitatori all’anno, tra scavi, parco del Vesuvio e ville vesuviane. Nomi internazionali di rilievo, già da tempo, considerano Ercolano per il suo valore: David Packard, magnate statunitense dell’informatica, da quindici anni, sta sostenendo progetti per il recupero e il restauro degli scavi; José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea per dieci anni si è prodigato per Ercolano, come città della cultura, dichiarando che “la scelta di Ercolano potrebbe rappresentare un grande contributo non solo al sistema culturale italiano, ma anche all’accrescimento della consapevolezza a livello europeo e internazionale della ricchezza del patrimonio archeologico, storico e culturale di Ercolano e dell’Italia intera”; Il console generale degli Usa a Napoli, Colombia Barrosse, indica Ercolano tra le mete d’elezione del turismo americano; l’Iccromm (il Centro Internazionale per la conservazione il restauro dei Beni culturali, che agisce sotto l’egida dell’Unesco) da un decennio, a Ercolano, tiene seminari sulla gestione dei Beni culturali, con la partecipazione di esperti d’architettura e d’archeologia da tutto il mondo.
Per tutto questo ad Ercolano, dopo la bocciatura per l’edizione 2016, c’è ancora clima di speranza, voglia di partecipare, coinvolgimento. Tutto è pronto per la seconda chance, quella della Capitale della Cultura per il 2017. Aspettiamo il pomeriggio del 25 gennaio, per il verdetto finale.

 

 

Commenti

commenti