Per festeggiare i 200 anni dalla nascita di Don Bosco, avvenuta il 16 agosto 1815, il Rettor Maggiore dei Salesiani ha promosso le celebrazioni del Bicentenario, che si svolgeranno in tutto il mondo sino al 16 agosto 2015.  A Napoli il 13 ottobre alle ore 17.30 al teatro San Carlo avrà luogo l’inaugurazione del”Bicentenario don Bosco al Sud”. “Non sarà uno sguardo nostalgico sul passato, né un evento campanilistico: ma un’opportunità per rinnovare l’impegno a raggiungere i giovani e accompagnarli nelle loro sfide”. Questo il messaggio di Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore dei Salesiani, nel presentare la ricorrenza di quest’anno.                                                                                                                    L’evento,  organizzato dai salesiani del Sud Italia, ha l’obiettivo  di far vibrare l’attualità del messaggio di don Bosco. La bellezza del Sud e dei giovani e la bellezza del carisma educativo di don Bosco saranno il filo conduttore  dell’evento che vedrà intervenire sul tema “Come don Bosco educhiamo alla bellezza”, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il rettore dell’Università Pontificia Salesiana, don Carlo Nanni, ed il Vicario del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Francesco Cereda. Il dibattito sarà moderato da Maria Soave, giornalista del TG1. Il teatro San Carlo omaggerà don Bosco con le voci bianche del suo coro, mentre i coristi del Movimento Giovanile Salesiano, DBchoir, eseguiranno dei canti a don Bosco rivisitati in chiave gospel. Verranno inoltre narrate, attraverso strumenti multimediali, delle storie di bellezza educativa, come quella di Al Amin, giovane profugo del Bangladesh, che nel corso di un lungo viaggio ha incontrato don Bosco che lo ha accolto, sfamato, educato ed aiutato ad inserirsi nel mondo del lavoro; poi ci sarà Nando che mentre andava a fare una rapina, aprendo l’armadio per prendere la pistola ha trovato il libro di don Bosco, questo segno gli ha fatto cambiare idea. Ed ancora la testimonianza di Salvatore, proveniente da uno dei quartieri più problematici di Napoli che grazie all’Oratorio Salesiano ha dato una svolta alla sua vita che stava prendendo una brutta piega.     San Giovanni Bosco è  ancora  in tutto il mondo chiamato semplicemente Don Bosco.                  Diventato Santo ottanta anni fa, nel 1934, Giovanni Bosco è il santo dei ragazzi. Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere.  Il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che prende motivazione ed energia alle fonti della sapienza evangelica. Tra le sue fondazioni ricordiamo i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani ed insieme alla santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Giovanni Paolo II nel 1988 lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quandi si riconoscono suoi figli spirituali”. San Domenico Savio diceva di Lui: “Noi alla scuola di  Don Bosco facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”.  Tutta  la famiglia salesiana è in festa per  l’anno di celebrazioni per il bicentenario della nascita. Un anno di festa ma anche di riflessione su questa figura di santo nel nome del quale tanti, ancora oggi, operano al servizio dei ragazzi. Nelle reti sociali e su Internet che sono fiorite numerose iniziative digitali per celebrare quest’anno dedicato al santo della gioventù. Sono previsti eventi e cerimonie speciali in tutto il mondo salesiano. Anche in Cina, ad Hong Kong, dove si festeggia il bicentenario già da stasera con la presentazione di un musical su Don Bosco. II tema del Bicentenario si riferisce alla Missione di Don Bosco con i giovani per i giovani, controbuendo non solo ad approfondire in cosa consista oggi la missio e di Don Bosco, m anche a suscitare numerose forze disposte ad impegnarsi nello stile di Don Bosco per la “salvezza della gioventù”, specialmente la più povera, esclusa e abbandonata.  Conoscere e ad interiorizzare meglio la figura di Don Bosco, la sua rilevanza nella storia dell’educazione e della spiritualità, omaggiando  il suo mirabile intervento nella Storia, incominciata sulle colline dei Becchi. È un anno giubilare, un’ “anno di Grazia”, che la  Famiglia Salesiana vive con senso di gratitudine, di umiltà ma anche di grande gioia.  Questo Bicentenario vuole essere per tutti e in particolar modo per il mondo salesiano, non solo un momento di festa senza riferimenti trascendentali, ma una preziosa occasione  per guardare al passato con gratitudine, al presente con speranza, e per sognare il futuro di missione evangelizzatrice e educativa  con forza e novità evangelica, con coraggio e sguardo profetico. “Uno solo è il mio desiderio, quello di rendervi felici nel tempo e nell’eternità” (San Giovanni Bosco).

Commenti

commenti