Biblioteca Nazionale, Mercurio nuovo direttore

Francesco Mercurio è il nuovo direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, laureato in Filosofia presso l’Università di Salerno, storico di formazione, autore di numerosi saggi di carattere storico, politico e sociale, dal 1999  fino ad oggi è stato direttore di una importante realtà meridionale: la Biblioteca provinciale di Foggia, l’Archivio Storico provinciale e il Sistema Museale Provinciale.
La lunga esperienza sviluppata a livello  regionale e nazionale nella gestione e nella tutela  dei beni culturali  e la profonda conoscenza della storia e della cultura del Mezzogiorno, hanno permesso a Mercurio di accostarsi con  entusiasmo alla sfida di dirigere la  biblioteca napoletana, conosciuta come importante presidio scientifico nel contesto accademico e di studi   internazionale.
Mercurio  è già al lavoro per  rilanciare il dialogo permanente e partecipato della Biblioteca  con la città, con il territorio, con le diverse espressioni  della società civile . Tra i progetti immediati  del neodirettore vi è  ottimizzare risorse e professionalità in modo funzionale al potenziamento  dei servizi,  dell’offerta di lettura e di consultazione, ma mirato all’ interazione con la collettività “viva”  ed a  valorizzare  la  libertà di espressione e di opinione .

“ La Biblioteca Nazionale di Napoli è uno scrigno inesauribile di cultura e conoscenza ma anche di bellezza per le espressioni d’arte custodite –  commenta Francesco Mercurio –  preziosi autografi dei maggiori autori della letteratura italiana da Tasso a Leopardi ad Ungaretti, manoscritti di raro valore da Tolomeo a Vico, una collezione come quella dei Papiri di Ercolano unica al mondo, sale affrescate di armoniosa eleganza: si tratta di  un patrimonio  inimmaginabile,  spesso noto solo agli addetti ai lavori,  tutto da scoprire e sul quale voglio accendere il focus della città e del paese”

Francesco Mercurio, nato a Foqgia nel 1954, si è laureato in Filosofia presso l’Università di Salerno (con 110 e lode). È stato  direttore della Biblioteca Provinciale di Foggia, dell’Archivio Storico provinciale e del Sistema Museale Provinciale, una complessa realtà di circa 53 biblioteche, caratterizzata da importanti fondi di storia locale

Storico di formazione ha lavorato con diverse università.  In particolare dal 1997 al 2003 è stato
docente a contratto presso l’istituto Universitario di Architettura di Venezia Facoltà di Pianificazione Urbanistica  e Ambientale per il corso di Storia delle città e del territorio.

Si è prevalentemente e interessato al rapporto fra gli uomini ed il loro territorio. Questa particolare predisposizione alla  ricerca “di confine” gli ha permesso dì indagare nei suoi primi venti anni di indagine storiografica una serie di dinamiche che hanno caratterizzato la formazione della società capitalistica  nel Mezzogiorno d’Italia, prendendo proprio spunto dal complesso è difficile rapporto con il territorio e con quello che è stato definito ‘paesaggio agrario’. Da studi di settore è giunto a sistemazioni  più  generali che hanno qualcosa in comune con la storia dell’ ambiente  fino alla formulazione di una ipotesi di lettura politica e sociale delle diverse storie del paesaggio  in Europa occidentale fra Cinquecento e Novecento.
Accanto a  questo  filone che ha per oggetto o la storia della “cultura” del territorio e del paesaggio ha seguito percorsi paralleli collegati all’ uso economico del territorio con studi analisi sul processo di trasformazione del territorio italiano(riforma agraria, ferrovie, strade).

Autore di molte pubblicazioni, alcuni suoi lavori sono stati editi presso Marsilio, Laterza, Donzelli, Einaudi.
Organizzatore ed animatore del sistema bibliotecario provinciale,è stato dal 2005 al 2011 presidente regionale dell’ Associazione Italiana Biblioteche  Pugliese ed è componente del Comitato tecnico scientifico del Servizio Bibliotecario Nazionale presso l’Istituto Centrale per il Catalogo  Unico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
E stato uno dei fondatori dell’ Istituto Meridionale di Scienze Sociali ( IMES) ed è socio della ESEH (EuropeanSociety of Environmental History).

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