Con una mostra di antichi codici, riccamente miniati, e di rari testi a stampa, fra VI e XVIII secolo, la Biblioteca Nazionale di Napoli,  sino al 10 aprile rende omaggio a una storia, quella della medicina, che ha visto la sua origine nella cultura del bacino del Mediterraneo, vero e proprio crocevia di civiltà e progresso scientifico.
Aprono la mostra   eccezionali testimonianze  della nascita della scienza medica: la bella edizione veneziana, in greco, dell’opera completa di Ippocrate, che segue di un solo anno l’editio princeps in lingua latina, stampata a Roma nel 1525, l’apporto fondamentale dell’antica botanica con le opere di Teofrasto e soprattutto dal celebre Dioscoride napoletano, splendido erbario illustrato risalente al VI-VII secolo. Appartiene al XIV secolo  invece il manoscritto riccamente miniato contenente il commento di Galeno agli Aforismi di Ippocrate in cui il medico viene raffigurato sia di fronte al malato, sia come docente della materia.
La mostra rientra nella rassegna culturale “Segni: arte, cura e pensiero”, ideata e organizzata dalla Fondazione Premio Napoli e dall’Istituto SDN di Ricerca e Diagnostica, allo scopo di confrontare ed integrare contributi scientifici e saperi diversi, e documenta tutte le principali tappe dell’arte medica in quattro sezioni espositive: dalle pratiche arcaiche dei medici stregoni alla piena affermazione dell’insegnamento ippocratico, dalle credenze medievali ai grandi progressi compiuti dalla Scuola medica salernitana, punto di intersezione della cultura scientifica ebraica, araba, greca, fino alle radicali innovazioni verificatesi nel corso del Cinquecento e del Seicento, in cui la sperimentazione aveva trovato spazio nelle nuove Accademie scientifiche, raggiungendo il suo apogeo nel secolo XVIII, momento in cui la scienza medica può avvalersi di nuove tecniche per le osservazioni e di più moderne metodologie.
A testimoniare oltre dieci secoli di storia sono stati scelti alcuni tra i materiali più qualificanti conservati presso la Biblioteca.
Gli  erbari maguntini del  1484 e del 1485 e l’Hortus sanitatis del 1491, in lingua latina. Di quest’ultimo la Biblioteca Nazionale possiede un raro esemplare, adorno da una serie di xilografie acquerellate che non si limitano alla illustrazione delle piante ma rimandano alle loro proprietà e alle loro caratteristiche.
La storia della rappresentazione del corpo umano ha come correnti termini di riferimento – prima di  Vesalio – le  tavole del Fasciculo sanitatis di Johannes de Ketham  ritenuto il più importante prontuario medico del XV secolo. Le tavole che corredano il volume, pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1491, sono considerate correnti termini di riferimento per la storia della rappresentazione del corpo umano prima di Andrea Vesalio.
A Johannes van Heeck medico si può far risalire un codice proveniente dalla Biblioteca dei principi Albani nella quale erano confluiti i manoscritti degli accademici lincei. Ad illustrare i testi medici  un originale apparato iconografico con puntuali raffigurazioni anatomiche del corpo umano, compreso il cranio e una minuziosa riproduzione dell’occhio.
In mostra altre preziose testimonianze del ruolo che Napoli ebbe nella cultura scientifica a partire  dall’Accademia degli Investiganti, fondata nel 1649 dal medico Tommaso Cornelio e per tutto il XVIII secolo, quando medici-filosofi saranno in contatto con le grandi istituzioni universitarie e accademiche di Londra e Parigi. Della loro attività la Biblioteca conserva preziose testimonianze a stampa e manoscritte, come i taccuini medici di Domenico Cirillo sopravvissuti alle tragiche vicende del 1799. Lezioni universitarie, consulti clinici e corrispondenze di Domenico Cotugno segnano il passaggio alla medicina del nuovo secolo.

MIBACT- Biblioteca Nazionale Napoli
Premio Napoli
SDN Istituto di Ricerca Diagnostica e Nucleare

Rassegna “Segni: arte, cura e pensiero”,
De humani corporis fabrica
Testi e immagini di medicina
dal VI al XVIII secolo
mostra iconografica-bibliografica

BIBLIOTECA NAZIONALE DI NAPOLI
6 marzo-10 Aprile 2015
ingresso libero
feriali ore 9,00-17,30
sabato ore 9,00-13,00

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