Dopo 7 anni in cui è stato fermo il piano di manutenzione annuale del tempio di Nettuno, ora riparte. Il Parco Archeologico di Paestum ha oggi bandito i lavori per un importo di 165mila Euro che dovrebbero recuperare quello che negli anni scorsi per mancanza di fondi non è stato fatto.

Ecco il link al bando: http://pae.authorityonline.eu/index.php?option=com_content&view=category&id=93&Itemid=260

Uno dei problemi più seri per la conservazione del tempio di Nettuno sono le piante che crescono sul monumento: le loro radici rischiano di danneggiare le pietre millenarie. “L’autonomia conferita dalla riforma Franceschini al Museo di Paestum ci aiuta in questo” – spiega il direttore Gabriel Zuchtriegel – “ma è comunque una grande sfida, anche per gli importi elevati: trovare uno sponsor che ci affianca in questi lavori sarebbe ottimo.”

L’intervento sul tempio greco meglio conservato della penisola è stato progettato dal Parco Archeologico di Paestum con supporto dell’Istituto Centrale per il Restauro del Mibact e di esperti della Soprintendenza di Pompei. Previste anche misure per migliorare la fruizione del monumento.

“Chi dice che i musei autonomi non fanno tutela, non conosce la realtà: accade l’esatto contrario. Mentre prima i fondi non arrivavano, adesso siamo noi a decidere come e dove investire – e la tutela riveste il primo posto” aggiunge Zuchtriegel.

Tra le priorità del Parco Archeologico di Paestum è anche la ricerca. Proprio sul tempio di Nettuno, il Parco Archeologico, insieme all’Università Federico II di Napoli, aveva organizzato lo scorso maggio un convegno internazionale per fare il punto della situazione e presentare nuove ricerche. Adesso gli organizzatori – oltre a Zuchtriegel e ai professori Fabio Mangone e Valentina Russo – stanno lavorando sulla pubblicazione degli atti.

“Per farlo, abbiamo deciso di creare una collana scientifica del Parco Archeologico di Paestum, che prima non c’era” – spiega Zuchtriegel, che ne rivela anche il nome: Argonautika. La collana ha un comitato scientifico che dovrà garantire la qualità delle pubblicazioni. È preseduto dal direttore e composto da professori, soprintendenti, curatori e direttori di musei sia italiani sia stranieri: Andrzej Buko (Varsavia), Elena Calandra (Roma), Maria Luisa Catoni (Lucca), Rosanna Cioffi (Caserta), Martine Denoyelle (Parigi), Vasiliki Eleftheriou (Atene), Alexander Fantalkin (Tel Aviv), Enzo Lippolis (Roma), Fausto Longo (Salerno), Elisabetta Moro (Napoli), Valentino Nizzo (Roma), Massimo Osanna (Pompei), Fabrizio Pesando (Napoli), Renata Picone (Napoli), Giorgio Rocco (Bari), Alfonsina Russo (Roma), Christopher Smith (Roma/St. Andrews) e Jaime Vives-Fernandiz (València).

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