Napoli si prepara all’arrivo del Papa con veglie di preghiere ed uno spot di benvenuto realizzato dal Comune di Napoli.

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e, quando ebbe finito, uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare” » (Lc 11,1). Giovedì 12 marzo,  alle  ore  19.00, il Cardinale Arcivescovo  presiederà, nella Chiesa Cattedrale di Napoli,  una grande Veglia di preghiera in preparazione alla venuta di Papa Francesco,  organizzata dai vescovi ausiliari monsignor Lucio Lemmo, monsignor Gennaro Acampa e monsignor Salvatore Angerami. Durante la veglia un rappresentante di ogni decanato (sono 13 nella diocesi) porterà all’altare la lampada già affidata alle singole comunità per gli incontri decanali. Tappa importante nel cammino  che la Chiesa di Napoli sta compiendo incontro al Successore di Pietro, la veglia di preghiera si articolerà  in tre momenti: “in ascolto della Parola”, “con Maria in preghiera nel Cenacolo” e nell'”Adorazione del Signore”.

Ma che cos’è esattamente la preghiera? Fa parte della vita e che rappresenta il punto più alto dell’esistenza. E’ l’atto più semplice che la creatura di Dio possa fare, è la comunione divina con Il nostro Signore.  Non necessita una istruzione elevata ed è spontanea. Alcuni hanno scritto : “…la preghiera è il contatto di un anima vivente con Dio”. La preghiera come un dialogo tra l’uomo e Dio. Pregare è comunione con Dio Creatore e Sovrano del mondo. Da dove viene la preghiera dell’uomo? Qualunque sia il linguaggio della preghiera, gesti e parole, è tutto l’uomo che prega, è il cuore che prega, il cuore, la  dimora, il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo.La preghiera  è una relazione di alleanza tra Dio e l’uomo in Cristo. È azione di Dio e dell’uomo; nasce  dallo Spirito Santo e da noi,interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana di Dio fatto uomo. Quando non c’è più speranza, “quando cessano gli aiuti e manca la consolazione”, si scopre un aiuto che arriva dalla preghiera. Le veglie, le suppliche, l’adorazione, la preghiera non sono superstizioni; sono azioni reali quanto il mangiare, il bere, il sedersi o il camminare. Non sono semplici slanci di eloquenza; non sono omaggi superficiali, ma scaturiscono dal cuore.  Alla preghiera non servono le parole,  ma quelle dette vanno  pronunciate con grande umiltà.

La veglia di preghiera collettiva che si terrà nel Duomo di Napoli ,  quale “tempio” del Signore dove tutti credenti devono cercare la pace del Signore,  avrà efficacia, perché è la preghiera di tanti fedeli insieme, la preghiera per eccellenza che la Chiesa propone,  in cui Dio si fa presente tra noi.  Tutti gli uomini partecipano dell’unico pane, dell’unica preghiera, creando un enorme ponte tra le persone.

Con la corale preghiera al Duomo di Napoli si chiederà  l’ ascolto di Dio, fino a sentire con Lui il grido del popolo; ascolto del popolo, fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama.  L’uomo, da sempre, si è reso conto che non è solo al mondo, che c’è qualcuno che l’ ascolta. Sempre si è reso conto che ha bisogno di un Altro più grande e che deve tendere a Lui perché la sua vita sia ciò che deve essere. L’ascoltare è intimamente connesso con il saper stare in silenzio, il tacere, proprio sapendo che Dio sta parlando.

Una celebrazione in attesa di Papa Francesco che il Card. Sepe celebrerà con tutti i fedeli, vissuta come un gioco di comunione, di amicizia tra i partecipanti. Pregare insieme, come strumento di amicizia, forse il più alto, il più misterioso, il più sublime.  Dice Santa Teresa d’Avila: “La preghiera, altro non è che, un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento da solo a solo con Colui da cui sappiamo di essere amati”.

La veglia di preghiera  in attesa di Papa Francesco” ha dichiarato il Cardinale Crescenzio Sepe, “sarà vissuto come un raduno con gioia alla presenza del Signore, pregando  per Il Sommo Pontefice, che arriva nella nostra comunità  ecclesiale per confermarla  nella Fede. Guidati dalla Parola di Dio, che ci apre alla fede e alla conversione del cuore”.

Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo” dice Papa Francesco “non quelle preghiere per cortesia, ‘Ah, io pregherò per te’: dico un Pater Noster, un’Ave Maria e mi dimentico. No: preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la città, come quella di Mosé che aveva le mani in alto e si stancava, pregando il Signore; come quella di tante persone, di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega. La preghiera fa miracoli, ma dobbiamo credere!”

 

 

 

 

 

 

 

Commenti

commenti