Papa Francesco il 21 marzo al Duomo di Napoli per venerare le Reliquie di San Gennaro, le reliquie per eccellenza. Il Pontefice giungerà  alla Cattedrale di Napoli alle ore 15.00 ed insieme all’omaggio a San Gennaro previsto un incontro con il clero, i religiosi e i diaconi permanentiFu proprio il giorno della solennità di San Gennaro, Patrono di Napoli, che il Cardinale Crescenzio Sepe annunciò  con gioia la visita di  Papa Francesco nella  santa Chiesa di Napoli e nella città tutta.

San Gennaro, martire, fedele a Gesù fino a dare il sangue, accompagna Napoli nel cammino della vita quotidiana. Nella visita napoletana del Santo Padre non poteva mancare la sosta in preghiera al Santo per eccellenza di Napoli,  che per il popolo napoletano è  come una sorta di protezione, da cui il napoletano non si sente mai abbandonato. Il suo potere d’intervento, testimoniato e garantito dalla presenza delle sacre reliquie del suo corpo, si manifesta contro malattie, disgrazie, disordini e ingiustizie, con una protezione che ammanta ogni anno di vita dei napoletani e si insinua in ogni angolo del corpo sociale della città.  Ma il potere di San Gennaro è anche e soprattutto rivolto  contro le grandi calamità che colpiscono l’intera Napoli , e il territorio circostante, come se la  continua sopravvivenza  sia dovuta proprio in virtù della prodigiosa tutela del supremo patrono, suggellata dalla liquefazione del suo sangue.

Si sa’ che lo sciogliemento del sangue di San Gennaro e’ un evento che sfugge alle leggi fisiche, è il miracolo per cui vanno entusiasti i napoletani, ma che in realtà la Chiesa Cattolica non ha mai riconosciuto ufficialmente come miracolo. Infatti la commissione medica voluta dal Vaticano ha stabilito  che lo scioglimento del sangue di San Gennaro non è un miracolo, ma un fatto mirabolante ritenuto prodigioso dalla tradizione religiosa popolare, essendo impossibile, allo stato dell’attuale conoscenza dei fatti, definirlo come scientificamente inspiegabile. Requisito indispensabile perché la Chiesa riconosca il miracolo.

La Curia e l’Arcivescovo di Napoli hanno sollecitato e incoraggiato più volte la scienza ad effettuare ulteriori studi sul miracolo di San Gennaro. Già nel 2008,  il Cardinale Sepe aveva espresso il desiderio di porre il prodigio del santo all’attenzione di esperti internazionali, in  modo da far luce su una questione che da sempre ha suscitato polemiche.

“Non si può pensare a San Gennaro senza pensare a Napoli e non si può pensare a Napoli senza pensare a San Gennaro”, ha detto il Cardinale Sepe, “San Gennaro è l’emblema della genuinità dei sentimenti dei napoletani. Chi si sente davvero napoletano è devoto a San Gennaro. Il Sangue di San Gennaro è il sangue dei napoletani.”

Crediamo allora, pensando Papa Francesco in sosta innanzi alle reliquie del nostro Patrono, che le cose che riguardano il Signore hanno una spiegazione soltanto dal Signore.  Soltanto Lui conosce perché  in alcuni momenti dell’anno il Prodigioso Sangue del Martire Patrono passa dallo stato solido a quello liquido. Soltanto nella Fede si può  comprendere il segno prodigioso  del sangue di San Gennaro, perché  lui è presente nella Sua Cappella, vivo per la Diocesi di Napoli e non cessa di intercedere per il suo popolo. Prodigio e mistero del Signore che al tempo stesso chiede  un accrescimento della Fede, della speranza e della carità, in sintonia con il tema  della visita pastorale  di Sua Santità a Napoli.

 “San Gennaro è vivo nel suo sangue e ama Napoli”, ha detto l’arcivescovo Crescenzio Sepe,  “A Napoli c’è  fame di Dio, c’è  fame di pane e di giustizia, speranza e futuro e c’è anche fame di lavoro, legalità e progettualità”.

 

 

 

 

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