‘Fermare nella memoria della città una serie di esperienze’. Scrive così Mario Franco  curatore con Aurora Spinosa della mostra Shake up per spiegarla. Ed un esempio può essere l’opera di Work in progress di Giuseppe Zevola che con altri artisti operarono nel decennio ’80-’90 per l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

L’opera ricostruisce un suo ambiente di lavoro casalingo uno spazio senza tempo, come mostra il cartello fisso, Oggi, perché l’arte non ha tempo che lui spiega nel video servizio. Quel periodo fu un passaggio artistico fondamentale che questa mostra e con le altre allestite a Castel Sant’Elmo e Villa Pignatelli si intende riproporre e rivalorizzare. Ma essendo senza tempo non può non essere in qualche modo uno scorrere di colori, pennelli, oggetti, composizioni, distruzioni e ricomposizioni che partono da lontano. E così in una mostra sul penultimo decennio del secolo scorso ecco apparire la tavolozza dei colori usata da Vincenzo Gemito, un grande del secolo precedente, che è inserita nell’opera di Zevola. I grandi sono grandi sempre. E l’Accademia di Belle Arti, luogo di formazione e produzione artistica ne è stata fucina sin dal 1752.

La mostra è organizzata dalla De Marinis Srl.

INFORMAZIONI

Sede:                                                  Accademia di Belle Arti di Napoli

Via Bellini, 36 – Galleria dell’Accademia

Orari:                                                10.00 – 14.00 – Chiusura domenica

Festività pasquali:                            da giovedì 2 aprile a martedì 6 aprile

Ingresso:                                            gratuito

Info:                                                    ufficiostampa@abana.it

                                                           www.accademiadinapoli.it

Commenti

commenti