Si potrebbe chiamare un ‘madro’ una maternità senza genere. E’una foto in bianco è nero dipinta di Luigi Ontani da giovane, in autoritratto, ripreso in India e con appeso ad un seno finto un ragazzino che succhia il latte. E’ una delle 24 opere di The Milky Way la mostra per un giorno, sabato 11 ottobre (giornata del Contemporaneo) che espone alla Galleria ‘Lia Rumma’ di Napoli ventiquattro artisti. L’opera più dirompente è quella di Ontani perché declina una maternità che potrebbe non appartenere a nessuno, ma essere semplicemente la relazione tra esseri, uno grande, ed uno piccolo, avviata nella pancia e proseguita attraverso l’allattamento. E l’allattamento è l’altro protagonista di questa mostra realizzata per raccogliere fondi in favore dell’associazione ‘Piano terra’ che dal 2008 si occupa di realizzare progetti a sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione ed in particolare per favorire la relazione madre e figli. Entrambi sono i protagonisti delle attività svolte presso l’associazione con sede in piazza San Domenico Maggiore e che ha al suo attivo diversi progetti tutti declinati nell’aiutare e rafforzare il rapporto madre e figli a cominciare dall’allattamento.

Durante un’unica giornata, dalle ore 12,00 alle ore 21,00, saranno esposte le opere di Marina Abramovic, Stefano Arienti, Jeanette Montgomery Barron, Elisabetta Benassi, Antonio Biasiucci, Francesco Clemente, Gabriele De Santis, Alberto di Fabio, Giuseppe Ducrot, Tracey Emin, Lino Fiorito, May Hands, Avish Khebrehzadeh, Fabrice Langlade, Claudia Losi, Gianluca Malgeri, Marzia Migliora, Alek O., Luigi Ontani, Gabriele Porta, Gabriele Silli, Kiki Smith, Paolo Tamburella, Vedovamazzei.

 Molteplici in forme e attitudini ma pertinenti a una causa comune, i lavori esposti sono una straordinaria risposta alle idee fondanti di Pianoterra onlus.

“The Milky Way”– (La Via Lattea) E’ una via possibile per rompere il circolo vizioso del disagio e dell’isolamento sociale. E’ un sistema di azioni e interventi rivolti alle giovani madri. E’ una rete di persone impegnate a costruire un welfare comunitario in grado di prendersi cura, educare, contenere e riparare ma soprattutto prevenire.

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