Sulla ‘porta d’ingresso’ del Maschio Angioino di Napoli, ovvero l’Arco di Trionfo di Alfonso il Magnanimo, e sul suo restauro si discute. L’Arco di Trionfo fu voluto da Alfonso il Magnanimo per celebrare il suo ingresso a Napoli, era il 16 febbraio 1443. Pietro da Milano, direttore del cantiere, Francesco Laurana, Isaia da Pisa e Domenico Gagini, sculture e i bassorilievi realizzarono l’opera che da 574 anni rappresenta l’opera più imponente del Rinascimento meridionale ed uno dei simboli di Napoli.

Ventotto anni fa l’ultimo restauro. Ora, a ridosso di una nuova proposta di restauro Mirella Baracco con l’Associazione Napoli ’99 scende in campo per L’Arco di trionfo di re Alfonso il Magnanimo. Nel corso di una lezione del grande esperto di cultura, Francesco Caglioti ribadisce che ‘non c’è bisogno di un restauro imponente ma di costante ed ordinaria manutenzione”. Posizione ribadita da Francesco Caglioti che dichiara ” Si tratta del monumento più importante del Rinascimento nel Sud.   E’ un miracolo che, dopo tanti secoli, stia ancora in piedi,  superando pericoli gravissimi. Quello del 1987-88 fu un restauro importante. Dobbiamo interrogarci seriamente  su come procedere oggi e forse con una manutenzione costante e leggera non avrà bisogno di interventi poderosi”.

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