Soltanto un genio come Luigi Vanvitelli poteva realizzare un capolavoro come la chiesa dell’Annunziata di Napoli. La chiesa parte di un complesso monumentale del trecento ha subito diverso rifacimenti. In diverse epoche si è intervenuto per abbellirla, impreziosirla e ricostruirla. Nel 1315 un voto fu alla base della fondazione della chiesa legata al dogma dell’annuncio di maternità dell’Arcangelo Gabriele a Maria Vergine.  Sancha d’Aragona, regina angioina ne fece il tempio dei bambini e delle bambine abbandonate. Sino a sette anni, lasciati neonati nella Rota dalle madri che non potevano tenerli, erano assistiti nella casa dell’Annunzia. I maschi andavano via mentre le femmine attendevano di essere destinate a matrimoni combinati. Ogni anno, il 25 marzo, in occasione della ricorrenza religiosa dell’Annunciazione, la Basilica è meta di pellegrinaggi.  L’attuale impianto è settecentesco, le strutture preesistenti furono distrutte da un incendio a metà del settecento, e sulle ceneri delle preesistenze trecentesche e cinquecentesche, Luigi Vanvitelli realizzò in circa venti anni una opera straordinaria.  E le due testimonianze cinquecentesche la Cappella Carafa, la Sacrestia e la sala del Tesoro sono meraviglie d’arte, storia e devozione.  Questi ambienti scampati alle fiamme e giunti sino a noi,  conservano testimonianze artistiche straordinarie.  La Cappella Carafa di Morcone  è decorata da  marmi commessi mentre la Sacrestia ha splendidi armadi lignei intagliati realizzati tra il 1577 e il 1580 e gli affreschi di Belisario Corenzio,  la Sala del Tesoro dove sono conservati i busti e reliquari ha una sala affrescata anch’essa da Corenzio. Vi sono maioliche, marmi e decorazioni molto belle. Un altro gioiello del complesso è la cupola di Domenico Fontana che completa la maestosa struttura della chiesa alta 67 metri.

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