Il padre dei poveri,  il  beato Alfonso Maria Fusco, sacerdote di Angri, fondatore della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista,  sarà  canonizzato domenica 16 ottobre 2016. Una canonizzazione che arriva nel bel mezzo del giubileo della misericordia; l’autorizzazione decisiva della promulgazione del decreto di canonizzazione, da parte di Papa Francesco, riguardante il miracolo, è arrivata il 26 aprile scorso, quando il Pontefice  ha ricevuto,   in udienza privata, il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del decreto riguardante il miracolo attribuito al sacerdote di Angri. Ma l’ufficializzazione della notizia  è giunta durante il Concistoro ordinario pubblio che si è tenuto nella sala Clementina del Vaticano il 20 giugno 2016.

La figura di Alfonso Maria Fusco è stata una delle più importanti, dal punto di vista religioso, dell’800. Il prossimo Santo, infatti, ha dedicato la sua vita alla predicazione ed al ministero tra i contadini ed i giovani:  passava per le vie di Angri amando e beneficando tutti, in modo particolare i bambini ed i giovani.

La guarigione straordinaria per sua intercessione,   è avvenuta il 25 ottobre 2009 a favore di Suor M. Dulcis Miniello, della Congregazione di San Giovanni Battista. È il 12 luglio 2009 quando, trovata in bagno svenuta, e  soccorsa da un medico,   le fu riscontrata una ipertensione endocranica, con gravi emorragie. Complicazioni e numerosi  interventi chirurgici portarono  la ammalata ad aggravamento delle condizioni neuropsicologiche. Per la  sua guarigione  fu invocato il beato Alfonso Maria Fusco. Il 25 ottobre 2009, la suora, all’improvviso si risveglia da un sonno lungo e profondo, sentendo  dentro di sé una grande forza, inspiegabile e indescrivibile. All’esame collegiale della consulta medica, il 25 febbraio 2016, è stato dichiarato che la guarigione di Sr Maria Dulcis Miniello è stata improvvisa e completa e il recupero cognitivo e sensoriale è stato ritenuto duraturo e non spiegabile scientificamente. Unanime è stato anche il voto dei consultori teologi. Quindi, il 19 aprile 2016, il caso di guarigione straordinaria è stato sottoposto alla valutazione finale della Congregazione per le cause dei santi, che ha dato giudizio positivo. E infine, come ultimo gradino della procedura del processo , l’approvazione  del Papa di questi giorni, che porterà Alfonso Maria Fusco agli onori degli altari della Chiesa universale.

Primogenito di cinque figli, nacque il 23 marzo 1839 ad Angri, in provincia di Salerno. A undici anni manifestò ai genitori la volontà di diventare sacerdote. Nel  1863 ricevette l’ordinazione sacerdotale dall’Arcivescovo di Salerno monsignore Antonio Salomone. Si distinse  per lo zelo, per l’assiduità nel servizio liturgico e per la diligenza nell’amministrazione dei sacramenti, specialmente della riconciliazione, con particolare comprensione per i penitenti. Si dedicava all’evangelizzazione del popolo con una predicazione profonda, semplice ed incisiva. Una vita sacerdotale zelante, ma con un  sogno antico da realizzare, quello di fondare un istituto    di suore e un orfanotrofio maschile e femminile.  Desiderio concretizzato,  grazie all’incontro con Maddalena Caputo di Angri, divenuta la prima superiora del nascente Istituto, col nome di Suor Crocifissa.  E che, le crescenti richieste di assistenza per un numero sempre maggiore di orfani e di bambini, fecero sì che nuove case dell’ordine  furono aperte  prima in Campania, poi in altre regioni d’Italia, sino nei quattro Continenti. Alfonso Maria Fusco morì il 6 febbraio 1910,  ringraziando il Signore : “ti ringrazio, sono stato un servo inutile”. Nel 1976 il beato  Papa Paolo VI ne riconobbe le virtù eroiche; il 7 ottobre 2001 il Santo  Papa Giovanni Paolo II, proclamandolo beato,  lo offrì come esempio ai sacerdoti, indicandolo   a tutti come educatore e protettore specialmente dei poveri e dei bisognosi.

Di  Alfonso Maria Fusco non risultano trovati  molti scritti,  amava parlare con la testimonianza della vita e le  brevi frasi ricche di sapienza evangelica, che si possono ricavare dai suoi scritti e dalle testimonianze di chi lo conobbe stanno a significare  la  sua vita semplice, il suo grande amore per l’Eucaristia, per la Passione di Gesù e la sua  devozione alla Vergine Addolorata.

Alle suore del suo istituto diceva spesso: “Facciamoci santi seguendo da vicino Gesù… Figliole, se vivrete nella povertà, nella purità e nell’obbedienza, risplenderete come stelle lassù, in cielo”.

 

 

 

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