Ho avuto così occasione di girovagare, con la macchina fotografica, per le sale del Museo, che già conoscevo, ma che riservano sempre grandi sorprese. Ho cominciato a scattare, cosciente che grandi autori avevano già da anni documentato e narrato attraverso immagini indimenticabili le bellezze di questo Museo ed in particolare dei bronzi della Villa dei PapiriGianluigi Gargiulo spiega così come nasce l’idea di fotografare i volti dei bronzi della villa dei Papiri di Ercolano che sono al Museo Archeologico. L’esposizione Latenze è visitabile dal 18 marzo.

Il responsabile del Servizio Educativo Marco De Gemnis spiega questa nuova iniziativa di valorizzazione delle opere museali. “Con – Latenze – Gianluigi Gargiulo offre al numerosissimo pubblico che frequenta la sala conferenze del Museo l’esplorazione (nata per puro caso?), o meglio l’estrazione, delle possibili immagini nascoste in alcuni dei volti più celebri dell’Archeologico, da lui – cultore delle dinamiche ricerche futuriste – osservati con mobile attenzione. Dal caso a una ricerca sempre più controllata, però mai fino in fondo controllabile: provando e riprovando a muovere la macchina fotografica mentre liberava lo scatto sui volti in bronzo della villa ercolanese “dei Papiri”, Gargiulo ha ottenuto questi insoliti fermo immagine, questi ritratti di ritratti (o di volti ideali), campionario della sua sensibilità di odierno osservatore e interprete applicata a oggetti comunque inevitabilmente traditi se replicati in pittura o in fotografia, in un video o in una nuova scultura. E quanto più l’oggetto – l’antico manufatto, in questo caso – abbia energia, e sia in grado di parlare al nostro tempo, e sia capace di provocare l’artista a metterglisi davanti a scrutarlo e a farsi suggerire visioni, tanto più questi vorrà e saprà ricambiargli lo sguardo e da quella scaturigine ricavare nuove e interessanti forme. Significativo è che nessun ritratto venga da Gargiulo… ritratto una sola volta: il gioco delle riletture – credo ci voglia dire – può ripetersi all’infinito, ogni testa originale può essere ad libitum tradotta, alterata per mostrarci le impreviste facce visibili sotto la prima pelle, le dissonanze che, ottenute una volta, saranno irripetibili, visto l’avventuroso procedere dell’autore“.

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