ADOLESCENTI: ABITUDINI PERICOLOSE

Binge drinking, drunkoressia, eyeballing: nuovi comportamenti a rischio nel consumo alcolico dei giovani

L’alcol è una sostanza da abuso legale, accessibile, economica e diffusa in tutte le fasce di età, compresi giovani e giovanissimi. L’alcolizzazione degli adolescenti è crescente negli ultimi anni, con progressivo abbassamento dell’età del primo contatto, e desiderio di emozioni forti e con modalità nuove rispetto a quelle testate dalle generazioni precedenti. Complici la maggiore tendenza alla socializzazione e la elevata possibilità di libertà dei mesi estivi, il rischio di consumi inappropriati aumenta in questo periodo. Si fanno sempre più strada anche in Italia infatti modalità di consumo alcolico mutuate da modelli nord-americani e nord-europei, basate non più sulla tradizionale consuetudine di bere vino durante i pasti con frequenza giornaliera, ma sul vivere l’alcol come una “droga” di cui abusare occasionalmente, per lo più nel fine settimana e al di fuori dei pasti, in modo intenso e spesso intossicante (lo “sballo”).

Il “binge drinking” o “abbuffata alcolica” (letteralmente “bere fino allo stordimento”) consiste nell’assumere compulsivamente, in un’unica occasione e in un breve arco di tempo, più bevande alcoliche in successione (5 per i maschi  e 4 per le femmine), ubriacandosi velocemente. Secondo i dati del recente report elaborato dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, presentato in occasione dell’Alcohol Prevention Day ad aprile 2017, il fenomeno è diffuso soprattutto nella fascia di 18-24 anni, ed interessa più i maschi delle femmine (11 % dei consumatori e poco più del 3 % delle consumatrici), ad eccezione degli adolescenti, dove la percentuale è in pareggio tra i due sessi. I dati stimano in Italia un esercito di circa 3.700.000 binge drinkers di età superiore a 11 anni.

La “drunkoressia”, detta anche “anoressia da happy hour”, è un altro comportamento a rischio del consumo di alcol che consiste nell’abitudine di praticare un digiuno prolungato seguito da 5 o più bevute di seguito in una sola occasione, per cui di fatto si sostituisce l’alcol al cibo. Duplice la finalità: ridurre l’apporto energetico in modo da compensare le calorie dell’alcol con il digiuno e non ingrassare, e potenziare gli effetti inebrianti per massimizzare gli effetti della sbronza. E’ una modalità di abuso inizialmente segnalata specialmente tra le donne, generalmente più attente al peso, mentre attualmente è diffusa anche tra i maschi, più portati a mettersi alla prova adottando comportamenti rischiosi per la propria salute. Fu l’Università del Missouri a porre l’accento sulla pericolosa tendenza nel 2012, rilevando che il 67% degli studenti dichiarava di diminuire appositamente le calorie dei pasti per introdurle attraverso gli alcolici, e il 21% dichiarava di evitare il cibo per ubriacarsi più velocemente. In un’ampia ricerca realizzata dal Centro di Salute pubblica dell’Università di Houston, in Texas, su 1184 studenti dell’ateneo oltre che su un campione online, 8 studenti su 10 hanno dichiarato esperienza di drunkoressia. In Italia uno studio di Lupi e i suoi collaboratori del 2014 segnala su un campione di circa 3000 giovani adolescenti una prevalenza del 32.2%.

Entrambe queste abitudini, le abbuffate alcoliche e il digiunare volontariamente, allo scopo di consumare alcol successivamente, rappresentano insulti molto aggressivi per l’organismo, soprattutto per i giovani e le donne, in rapporto al peso proporzionalmente minore e la minor concentrazione di enzimi che metabolizzano l’alcol (alcol deidrogenasi). Indipendentemente dal genere, bere a stomaco vuoto consente all’alcol di entrare nel corpo più velocemente, il che aumenta il livello alcolemico portando un aumentato rischio di disturbi correlati.

Secondo l’Oms gli uomini adulti non dovrebbero bere più di due bicchieri di vino al giorno (o una birra o un bicchierino di superalcolico), mentre le donne dovrebbero fermarsi alla metà di queste quantità, visto che la loro concentrazione di alcol deidrognasi è circa la metà, mentre c’è divieto assoluto al di sotto dei quindici anni.

Pochi anni fa venne alla ribalta dei media un’altra pericolosa modalità di sballo, l’eyeballing: vodka o altri liquori versati direttamente nel bulbo oculare a mò di collirio, facendo aderire l’imboccatura della bottiglia o del bicchiere all’occhio. Amplificata dal web con video su youtube e gruppi sui social media, l’ubriacatura tramite gli occhi era dilagata con la falsa convinzione che creasse uno sballo immediato, mentre in realtà può causare danni anche seri alla cornea. Anche il “vaping” (inalazione di alcol) e lo “sizzurp” (mescolare alcolici e medicinali), o il “drelfie” (postare il proprio selfie in completo stato di alterazione dovuta all’abuso di alcol) hanno avuto il loro momento di gloria tra i giovani. Ciclicamente sul web fiorisce una nuova moda giovanile che dilaga a vista d’occhio, raggiungendo un numero smisurato di persone in pochissimo tempo, come la recentissima “balena blu”. Una realtà pericolosa che richiede una costante vigilanza ed informazione da parte di noi adulti.

 

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