“Esercitate la carità, ma esercitatela con entusiasmo“(Giuseppe Benedetto Cottolengo). A Napoli la solidarietà non va in vacanza. A combattere il caldo e la solitudine delle persone in difficoltà economiche che sono costrette a rimanere in città, anche ad agosto le mense dei poveri della Caritas restano aperte, fornendo un aiuto concreto per chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. La Caritas diocesana di Napoli e l’Ufficio di Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Napoli, in collaborazione dell’Associazione AFEPAT (ferrovieri in pensione) hanno organizzato, per il terzo anno consecutivo, un gruppo di volontari che manterrà aperte varie mense della Città di Napoli e provincia.   “Sono migliaia”, sottolinea la Curia di Napoli, “le persone che ogni giorno bussano alle porte delle parrocchie e della Caritas diocesana,in questo duro periodo di crisi economica e occupazionale, che perdura e colpisce famiglie intere, rimaste senza reddito e senza lavoro. Il mese di agosto per quasi tutte queste persone è il mese più difficile da affrontare e, quindi, per volere del Card. Sepe, il direttore della Caritas , don Enzo Cozzolino, predisposto un piano delle mense, attive in diversi punti della città” I volontari aiutano a preparare il pranzo, a  servire la mensa, a fare accoglienza degli ospiti, a pulire le pentole e la sala pranzo. Durante il servizio parte dei volontari sono impegnati nell’ascolto delle persone che usufruiscono del servizio mensa. In particolare nela Basilica del Carmine tutti i giorni sono distribuite colazioni alle ore 8.00 e pranzo dalle ore 11.00 alle ore 12.30; nella Chiesa di San Tarcisio ai Ponti Rossi colazione alle ore 9.00 e pranzo alle ore 12.30; nella Chiesa di Santa Lucia, colazione alle ore 10.00 e pranzo alle ore 11.45; nella Chiesa di Santa Brigida ogni martedì e venerdì viene offerta la cena alle ore 17.30; nella Tenda alla Sanità cena alle ore 21.00; alla Mensa di San Vincenzo a Porta Capuana colazioni alle ore 8.30 e pranzo alle ore 11.45. Un servizio attivo ogni giorno, con circa 3 mila pasti a settimana, turni che vanno dalle 8 del mattino alle 12.30 per far da mangiare. Il personale è composto da volontari e non solo: pensionati, ragazzi con problemi affidati dal Tribunale minorile, ma, soprattutto, persone che per gratitudine danno una mano dopo aver mangiato. Offrono cibo fresco ogni giorno, preparato nella piccola grande cucina dalla quale escono continuamente piatti caldi. La carità verso i poveri è un dovere, e colui che dà ai poveri presta al Signore.”E’ importante darci un aiuto, umanamente e cristianamente“, dicono i responsabili delle mense della Caritas . La solidarietà va aventi perchè ha tante gambe. Il pasto può essere offerto perchè c’è qualcuno che provvede a fornire con la solidarietà cibo da cucinare. E’ una catena, non faticosa, basta volerlo. Ma chi affolla le mense della Caritas? Ci sono gli svitati, i senza patria. Ma ci sono soprattutto uomini e donne comuni che che hanno perso tutto o gran parte di esso. Gente normale che fino a poco fa aveva un lavoro, una famiglia, una casa. Persone che la crisi ha precipitato nell’indigenza. Ci sono gli anziani, senza una casa di proprietà o che hanno subito un incidente. Ci sono i cinquantenni ridotti sul lastrico da una separazione costretti a mangiare in mensa. Ci sono i clochard di Napoli, che in genere, hanno una storia alle spalle. Sono, infatti, tossico-dipendenti, alcoizzati, ex detenuti o semplicemente persone che hanno avuto difficoltà e , come si può immaginare, molti non hanno una casa, né un posto dove dormire, arrangiandosi nei dormitori di Napoli, o si arrangiano negli angoli della stazione, stesi sui cartoni o su materassi lasciati, come rifiuti dagli incivili, per strade.E’ un mondo incredibile. Impensabile. Irraccontabile se non si ha la fortuna, perché di fortuna si tratta, di far amicizia e condividere i loro affanni. E ora, in estate, li vedi mettersi tutti in fila per un un pranzo e una cena; in fila con un vassoio in mano. Si parla in dialetto, in italiano, con accenti confusi; è la riproduzione in piccolo di un planisfero etnico-geografico. Nelle mense di solidarietà della Caritas l’ambiente è accogliente: vitale, persino gioioso. Qui il mondo si divide in due categorie: gli habitué, i clochard che alla Caritas ci vanno da sempre, e coloro che mai avrebbero pensato di doverci finire. Occhi fissi sul piatto, mangiano in silenzio perché non sanno con chi parlare o perché provano vergogna. Hanno tutti lo stesso sguardo di rassegnazione, con un sorriso accennato e gli occhi stanchi. Nell’ultimo anno, si sono registrati casi disperati, famiglie che per far fronte alle loro necessità, all’impossibilità di comprare il latte e i biscotti per i propri figli, cercano un posto a sedere. “Purtroppo ogni giorno assistiamo a casi disperati – spiega un volontario – a volte siamo stati costretti a sedare risse per un posto, altre a vedere padri portare qui le proprie famiglie”. Intanto, agli orari del pranzo il cordone di persone, sotto il caldo estivo, aumenta, con la speranza di poter trovare ristoro, che la propria vita cambi e che il giorno successivo  possano mangiare a casa propria. “Sempre, se puoi scegliere, sii caritatevole. Ricordati dei poveri, degli affamati e dei miseri. Ricordati sempre di chi soffre e di chi è bisognoso. La più grande forza creativa di cui disponiamo sulla Terra, sia che siamo angeli, spiriti, uomini, donne o bambini, è quella di aiutare gli altri… I poveri, gli affamati, gli oppressi. Il potere più bello è quello di alleviare il dolore e dare gioia. Essere caritatevoli: questo è il miracolo umano, si potrebbe dire. È il tratto distintivo dell’umanità, e dei migliori angeli e spiriti: essere caritatevoli”. (Anne Rice)

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