La XXXVI edizione di Benevento Città Spettacolo, uno dei festival più antichi d’Italia si terrà quest’anno dal 4 al 13 settembre.

Il festival che quest’anno si intitola Miti, eroi e gente comune offre quest’anno 20 spettacoli tra prosa,  danza,  musica, oltre che mostre, convegni e numerose iniziative collaterali.

Nel suggestivo Teatro Romano, grazie alla sempre preziosa e attenta collaborazione della Soprintendenza Archeologia della Campania, gli appuntamenti più importanti: lo spettacolo d’apertura, affidato ai maestri e agli allievi del Conservatorio di Musica “Nicola Sala”, che quest’anno celebrerà uno dei grandi miti della musica italiana: Giuseppe Verdi “raccontato dalle sue donne”; e la “prima nazionale” dell’ ”Orestea” di Eschilo messa in scena da Luca De Fusco per il Teatro Stabile Nazionale della città di Napoli. Unica trilogia ad essere sopravvissuta fino ai nostri giorni,  l’Orestea racconta una storia suddivisa in tre episodi: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitemnestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni. A Benevento lo spettacolo andrà iun scena al tramonto per proseguire fino a notte tarda. Una piccola maratona di tre ore con un cast d’eccezione compostro tra gli altri da Elisabetta Pozzi, Mariano Rigillo, Angela Pagano, Gaia Aprea, Giacinto Palmarini, Paolo Serra.

Nell’ambito del programma del Festival segnaliamo anche il tradizionale “Concerto all’alba” per ottoni ed il “Leggero ma non troppo”, dedicato alla musica di una leggenda della musica, Cole Porter ed in “prima nazionale”  “L’amore per le cose assenti” scritto e diretto da Luciano Melchionna, un’esilarante,  impietosa autopsia dei sentimenti; ma anche “Sandokan o la fine dell’avventura” , originalissima versione del romanzo di Sandokan, firmata da Giovanni Guerrieri,  ambientata in una cucina con l’esercito di Mompracen  composto da ravanelli, verza, carote e patate.

E infine “Raccontami Benevento”, momenti di teatro ispirati alla storia della città, le “Letture stregate”, l’ormai consolidato appuntamento con il convegno organizzato dal Centro Napoletano di Psicoanalisi e Società.

Tra gli spettaoli, domenica 6 settembre ore 21,30, Arco del Sacramento, Leggero ma non troppo.

A Jazz night ( and day ) dedicata a Cole Porterun progetto del Dipartimento di  Jazz del Conservatorio  di Musica “Nicola Sala” di Benevento a cura di  Ferruccio Corsi, Gianluca Podio, Pacifica Artuso arrangiamenti musicali di Ferruccio Corsi, Gianluca Podio, Alessandro Bravo e Aldo Bassi programma musicale eseguito dalla “Nicola Sala Big band“ dei maestri ed allievi del Conservatorio  di Musica “Nicola Sala” di Benevento Katia Cioffi ed Olga Pierri (cantanti) ed un organico musicale di 15 elementi voce recitante Peppe Barile, testo e regia Pacifica Artuso, Direttore del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento Giuseppe Ilario. Presidente del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento Caterina Meglio.

“Leggero ma non troppo” è un omaggio a Cole Porter, autore di intramontabili canzoni e  protagonista dell’età d’oro del musical, la cui sapienza compositiva e raffinatezza si celano dietro l’immediatezza e l’apparente facilità delle belle melodie. I testi delle canzoni, scritti tutti rigorosamente dallo stesso Porter, eleganti e quotidiani, sono componimenti poetici che non indulgono troppo al sentimentalismo, fotografano la realtà, spesso con brillante ironia e anticonformismo.

Sul palcoscenico, un’orchestra jazz e un attore ci portano in un immaginario e sontuoso ricevimento  nell’America anni ’50, dove si celebra il talento di Cole Porter, “ospite d’onore” che si racconta e ci accompagna tra le atmosfere delle sue più celebri canzoni.

Nei panni del compositore l’attore Peppe Barile che riannoda i fili di una straordinaria avventura umana e artistica. Dal precoce talento ai primi successi degli anni ’20; l’amore per Parigi, il lusso sfrenato, Venezia, le crociere intorno al mondo; i musical e i film, il matrimonio e l’omosessualità, la fatale caduta da cavallo che causò dopo anni la perdita della gamba.

Nel week end del 12 e 13 in scena Orestea in anteprima nazionale, i tre testi di Eschilo, Agamennone, Coefore ed Eumenidi con la regia di Luca De Fusco. Tre ore di spettacolo con un’ora di intervallo, nel suggestivo Teatro Grande.

Unica trilogia ad essere sopravvissuta fino ai giorni nostri, l’Orestea di Eschilo racconta la storia suddivisa in tre episodi, le cui radici affondano nella tradizione mitica dell’antica Grecia: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitemnestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni e la sua assoluzione finale ad opera del Tribunale dell’Areopago.

Con questo allestimento che si divide in due parti: Agamennone e Coefore/Eumenidi, Luca De Fusco si confronta con una tragedia classica scegliendo di rispettare le caratteristiche del teatro greco che univa parola, canto, danza. In scena un cast artistico di alto livello: Mariano Rigillo, Elisabetta Pozzi, Angela Pagano, Gaia Aprea, Claudio Di Palma, Giacinto Palmarini, Anna Teresa Rossini, Fabio Cocifoglia, Paolo Cresta, Dely De Maio, Francesca De Nicolais, Gianluca Musiu, Federica Sandrini, Paolo Serra, Dalal Suleiman, Enzo Turrin. Le coreografie e le musiche sono rispettivamente di Noa Wertheim e Ran Bagno, entrambi israeliani. Mentre le scene sono di Maurizio Balò, i costumi di Zaira De Vincentiiis, l’adattamento vocale di Paolo Coletta. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli e del Teatro Stabile di Catania. “L’Orestea viene spesso rappresentata con solo uno dei testi. Noi la presentiamo invece nella sua interezza – dice il regista Luca De Fusco – per alcuni versi quindi uno spettacolo molto classico, ma in realtà una messa in scena molto contemporanea che rinnova lo stile di teatro/video già realizzato in Vestire gli ignudi, Antigone e Antonio e Cleopatra e rinnova la collaborazione con la Vertigo dance company che contribuisce con le sue musiche e le sue danze ad uno spettacolo di teatro totale”.

Il direttore artistico, Giulio Baffi, ha annunciato che dopo sei anni, lascia la direzione dell’evento.

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