A Torre del Greco,  il 5 febbraio, ore 17.30, approfondimento: “Matrimonio. La riforma di Papa Francesco”. L’appuntamento  sara’ all’Auditorium della Banca di Credito Popolare, a Torre del Greco, al Palazzo Vallelonga al Corso Vittorio Emanuele, moderato dal Prof. Giuseppe Falanga, Direttore dell’Ufficio Pubblicazioni della Sezione San Tommaso d’Aquino PFTIM, la serata vedrà i saluti introduttivi di padre Rosario Borrelli, Decano del Presbitero, dell’Avv. Gennaro Torrese, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, e del Prof. Gaetano De Palma, Decano della Sezione San Tommaso d’Aquino PFTIM; interventi del Prof. Gaetano De Simone, Docente di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense, di Mons. Erasmo Napolitano, Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano, dell’ Avv. Graziella Silvetti, patrocinante presso i Tribunali Ecclesiastici. L’ evento, organizzato dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Sezione San Tommaso d’Aquino Napoli, dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata e dall’Arcidiocesi di Napoli 13° Decantato, è rivolto ad avvocati, presbiteri e operatori della pastorale prematrimoniale e familiare.
Argomento di discussione è la nuova “rivoluzione” firmata da Papa Francesco, resa pubblica l’8 settembre, entrata in vigore l’8 dicembre; voluta dal Pontefice per far emergere maggiormente la dimensione ecclesiale e pastorale della procedura di nullità dei matrimoni.

Si attendeva tanto questa riforma sul processo matrimoniale, racchiusa in tre parole chiave: rapidità, gratuità, ruolo centrale del vescovo. Una riforma decisa attraverso due lettere Motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus” e “Mitis et misericors Iesus”; una semplificazione e uno snellimento delle procedure di nullità matrimoniale. Una legge che non veniva modificata da almeno duecento anni; una riforma nata da uno studio annuale di una commissione istituita ad hoc che ha analizzato il metodo migliore per riformare questo sistema, costoso e lento. Sino ad oggi, se una coppia voleva rendere nulla l’unione matrimoniale, doveva passare attraverso due gradi di giudizio, e poi, se questi primi due gradi non erano concordi, gli sposi venivano giudicati dalla Sacra Rota.

Ora invece il Papa ha previsto che “sia sufficiente la certezza morale raggiunta dal primo giudice”, strutturando la riforma su tre modifiche principali: eliminato l’obbligo della doppia sentenza, il giudice all’interno del collegio giudicante è unico, il vescovo decide l’annullamento del matrimonio.  Un processo canonico più breve, in cui il tribunale dovrebbe, secondo Papa Francesco, appurare se i due coniugi conoscevano i contenuti della fede cattolica al momento della promessa di matrimonio.

“Il giudice – secondo il Pontefice – nel ponderare la validità del consenso matrimoniale, deve tener conto del contesto di valori e di fede, o della loro carenza o assenza, in cui l’intenzione matrimoniale si è formata”. Snellimento della procedura e conseguente riduzione dei costi, sempre deciso da Papa Francesco affinché “venga assicurata la gratuità delle procedure”.

Una riforma, ma anche una grande sfida, perché forse non sarà facile passare da una logica strettamente giudiziaria a una più pastorale. Una riforma, due documenti: uno per l’Occidente e uno per l’Oriente, come a dire che “la Chiesa respiri con due polmoni – come amava dire San Giovanni Paolo II- perché le due legislazioni hanno pari dignità. Unica è la fede, diverse sono le liturgie e le discipline”.

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