977150dd-a78f-4d9b-b85c-3b11137d2237Presepe in trasferta al Quirinale.

Trasferta di lusso per il presepe napoletano, al Quirinale, insieme ad altri venti presepi artistici, di varie epoche, provenienti da tutte le Regioni italiane e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, nella mostra “Presepi d’Italia, le tradizioni regionali al Quirinale” nella Sala degli Ambasciatori del Quirinale sino al 6 gennaio 2016. Una mostra bellissima, in una location unica nel valore e nel fascino, aperta al pubblico, per iniziativa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un insieme di entità multiple e cangianti, unite da un unico segno linguistico, ma diverse per forme e spazi. Ogni presepio parla la propria lingua e il suo dialetto, mostra i propri costumi e le sue immaginazioni profonde. Il presepe della Campania esposto, tra i primi in ordine di apparizione nella Sala, è stato progettato e realizzato da due giovani ed affermati artigiani del centro storico di Napoli: Biagio Roscigno, del quartiere Sanità che ha curato la scenografia detto “scoglio” e Guglielmo Muoio, di via Tribunali che ha prodotto le statuine detti “pastori”.a147ca39-4371-4d8e-a374-de00dd52dae6
L’opera esposta, realizzata con il coordinamento della CLAAI, rappresenta la scena di un rudere di tempio classico d’età romana, caratterizzato dalla presenza di una mezza colonna con a lato un’edicola ospitante un idolo pagano, tratta da una libera interpretazione di un originale bozzetto settecentesco in terracotta, opera dell’architetto Domenico Padiglione.Il tempio ospitante la Natività sin dal ‘700 ha un doppio valore simbolico, da un lato rappresenta la vittoria del cristianesimo (monoteista) sul paganesimo romano (politeista), e dall’altro le scoperte sotto il Regno dei Borbone dei resti archeologici delle città di Ercolano e Pompei.

Gli artisti napoletani hanno rappresentato il Sacro evento, dal settecento ad oggi, nei resti di un tempio dirupato, anziché come da tradizione in una grotta o in una stalla.Nella suddetta scenografia sono inserite le statuine dette “Pastori” rappresentanti la Natività comprendente la Madonna, San Giuseppe e il Bambino Gesù, i Re Magi, Benito, il pastore dormiente, un Angelo, Cherubini ed Accessori. I “Pastori”, di altezza 33/35 cm, realizzati con la testa e gli arti in terracotta, busto in stoppa con un’anima interna in filo di ferro, pertanto, snodabile in modo da poter assumere qualsiasi atteggiamento, vestiti con abiti di seta di S Leucio, occhi di vetro ed arricchiti da accessori, sono stati costruiti secondo la tradizionale fattura settecentesca.1bdc39bc-db69-4c88-9aca-1a302dd8a4f8
Biagio Roscigno, esperto di restauro di manufatti lignei e fittili, da anni lavora nel campo dell’artigianato artistico per il rilancio delle tradizioni degli antichi mestieri di Napoli. Guglielmo Muoio, seguendo le antiche tradizioni di famiglia, si è dedicato sin da ragazzino alla scultura e alla creazione di strutture presepiali nello stile napoletano del ‘700. Le sue tecniche scultoree esprimono sempre grande fisicità basata su una continua analisi della realtà contemporanea messa a confronto con le figure settecentesche. La sua preparazione culturale gli ha permesso di rielaborare con maggiore sicurezza l’esperienza vissuta nei laboratori di famiglia, il suo fare, incisivo e sapiente, è ricco di colte citazioni e di una profonda spiritualità. Le sue opere sono già state inserite in diverse mostre pubbliche ed eventi internazionali, tra le più importanti l’esposizione a Strasburgo, sede del Parlamento europeo, Vienna, Copenaghen, Budapest, oltre ad un’esposizione stabile a Siviglia e Parigi. Eventi di vero prestigio sono le mostre pluripremiate esibite a New York nel 2013 in onore dell’elezione del Sindaco Bill De Blasio seguite nel tempo da diverse esibizioni di scultura divenute dei veri e propri appuntamenti con i newyorkesi appassionati dell’arte italiana.f6037fc7-d9b4-40be-8156-2207d3ac8d1c

E oggi il presepe di Muoio è arrivato al Quirinale, con grande successo di pubblico, alla presenze tanti napoletani in viaggio di Natale verso la Caput Mundi. Il presepe campano, nella Sala degli Ambasciatori, sembra unirsi in abbraccio a quelli d’Italia, in un concentrato di personaggi, paesaggi e luci, insieme a un meccanismo fatto di mitologie, non solo religiose, ma anche sociali, economiche e persino politiche. Una gran bella mostra al Quirinale, con i presepi d’Italia, dove si rappresenta il mondo in generale, oltre che i sogni e le fantasie di chi l’ha allestito, e nelle varie Natività espresse, si racchiude, un significato universale fatto di pace, serenità, solidarietà e vicinanza dei popoli, aldilà del credo e della fede di chi al presepe si avvicina anche come semplice visitatore. E il visitatore, dal Quirinale, ne esce proprio bene, nella pace e nella serenità, nell’umile e forte inno alla vita emanato dal presepe.

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