Napoli sempre in Misericordia

Le persone disabili saranno protagoniste del Giubileo della Misericordia? A Napoli sì, e avranno la precedenza su tutti. Dopo l’apertura della Porta Santa del 12 dicembre, la Cattedrale di Napoli apre  il primo Giubileo previsto nel Calendario Diocesano è il Giubileo dei disabili. L’appuntamento presso l’Auditorium Arcivescovile in Largo Donnaregina, n. 22. Da qui è partito il corteo giubilare fino al piazzale del Duomo per il passaggio della Porta Santa. Alle ore 11.00 ha avuto luogo la Liturgia Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Napoli S.E. Cardinale Crescenzio Sepe.
Il tradizionale incontro della Diocesi di Napoli, dedicato alle persone con disabilità, si arricchisce quest’anno della grazia straordinaria del Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco che ci chiede di aprire le porte del nostro cuore ai bisogni dei più deboli e di accompagnarli nel loro personale cammino di fede. Occasione straordinaria di condivisione, rivolta in particolare a chi viene spesso escluso per la propria fragilità, ma a cui la Chiesa si rivolge come a un figlio prediletto. Il Giubileo della Misericordia, come già detto, è incentrato sul perdono, e ci fa comprendere che: “Il Messaggio di Gesù è la Misericordia“ (Papa Francesco Bolla d’Indizione Misericordiae Vultus). Non a caso, l’esercizio quotidiano della misericordia rappresenta un potente filtro spirituale capace di disinnescare le reazioni malate della nostra psiche. E’ attraverso questo evento straordinario, che si attendono risposte concrete verso la povertà, il disagio sociale, le invalidità, le disabilità, sia fisiche che psichiche delle persone per una migliore qualità del vivere civile, con un incoraggiamento ad una nuova cultura della solidarietà verso il prossimo. Un momento di intervento pratico verso il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore non solo dei “protagonisti”, ma anche delle loro famiglie, così tanto coinvolte ed impegnate verso le necessità dei loro congiunti. La prima attenzione della nostra Diocesi è quindi per loro, per i nostri disabili e le loro famiglie presenti nelle nostre comunità, movimenti o associazioni, per poter condividere con tanti fedeli, la bellezza di questo festoso incontro perché, come dice il Cardinale Georges Cottier, già Teologo della Casa Pontificia, mai dimenticare di rispettare “le coordinate esistenziali della vita spirituale delle persone”, anche se disabilitate dalle malattie e dalle invalidità sia fisiche che psichiche, in una forma che faccia loro sentirsi abbracciati e confortati anche dalla materna ed umana Chiesa, accrescendo il bene comune verso il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza.
“Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Lc 21,28). Nel ricordo, le parole di San Giovanni Paolo II, in occasione del Giubileo dei Disabili del 2000: “Nel vostro corpo e nella vostra vita, voi siete portatori di un’acuta speranza di liberazione… Ogni persona segnata da una difficoltà fisica o psichica vive una sorta di “avvento” esistenziale, l’attesa di una “liberazione” …. Senza la fede, questa attesa può assumere i toni della delusione e dello sconforto; sorretta dalla parola di Cristo, essa si trasforma in speranza vivente ed operosa… la disabilità non è soltanto bisogno, è anche e soprattutto stimolo e sollecitazione. Essa è domanda di aiuto, ma è prima ancora provocazione nei confronti degli egoismi individuali e collettivi; è invito a forme sempre nuove di fraternità. Con la vostra realtà, voi mettete in crisi le concezioni della vita legate soltanto all’appagamento, all’apparire, alla fretta, all’efficienza…. La Chiesa vuole farsi più vicina a voi e alle vostre famiglie, consapevole che la disattenzione acuisce sofferenza e solitudine, mentre la fede testimoniata nell’amore e nella gratuità dona forza e senso alla vita…. Signore, grazie a Te, la disabilità non è l’ultima parola dell’esistenza. E’ l’amore la parola ultima, è il tuo amore che dà senso alla vita…”.

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