Giubileo, a Napoli aperta la porta Misericordia.  Il giorno dopo è tempo di attraversare la Porta. A farlo i fedeli che sino al 20 novembre 2016 l’attraverseranno. Il Giubileo della Misericordia dura, infatti, sino al 20 novembre 2016.

“Per la tua grande Misericordia entrerò nella Tua casa del Signore, apritemi le porte della giustizia! “: 12 dicembre 2015, ore 17.31, la Porta Santa della Misericordia della Cattedrale di Napoli viene aperta dal Cardinale Crescenzio Sepe. Ha inizio, a Napoli, il Giubileo Straordinario della Misericordia.
È l’inizio di un periodo misericordioso che durerà un anno. Sì, perché il Giubileo Straordinario della Misericordia, cominciato cinque giorni dopo a quello in Città del Vaticano nella nostra Diocesi come in ogni altra del mondo, avrà la durata di un anno, terminando il 20 novembre. Ogni fedele potrà ottenere l’indulgenza giubilare, attraverso il passaggio della Porta Santa, la Confessione Sacramentale, la Comunione, la Professione di fede nel Credo, e la Preghiera secondo le intenzioni del Papa.

Di fronte a questo evento straordinario e inatteso, la Campania si apre e si raccoglie nel contempo: esperienza straordinaria di misericordia che consente a tutti di sentire l’amore di Dio, anteponendo la Misericordia al Giudizio di Dio, unico e capace di innamorarsi delle piccolezza dell’uomo. Una domanda presente nel cuore di tanti: perché oggi un giubileo della misericordia? Semplicemente perché la chiesa in questo momento di grandi cambiamenti epocali, è chiamata ad offrire più fortemente i segni della presenza e della vicinanza di Dio. E la Chiesa di Napoli si fa portavoce di ogni uomo, e di ogni donna, e di ogni fedele, che sarà chiamato, con una parola e un gesto, al perdono, al sostegno, all’aiuto e all’amore verso il prossimo. Non stancandosi mai di offrire Misericordia e pazienza, nel confortare e nel perdonare. Valori particolarmente sentiti nella nostra città, per quella voglia di riscatto e di riemergere, vivendo la misericordia “sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura”( Lc 6,37-38). Il Cardinale Sepe, tanto amato dal popolo napoletano, per la sua semplicità nel porsi e comunicare, fino a farsi sentire “come uno di loro”, ha detto di vivere il Giubileo come “un periodo di transizione e di fronte a problemi che emergono nella vita religiosa e culturale. Il Giubileo rinnova il suo senso originario: è come il suono di un corno che richiama tutti a riprendere i valori fondanti per una riscossa, per non farci sopraffare da situazioni che sembrano travolgerci come una frana. Penso alla violenza del terrorismo; una bandiera che sventola per creare una nuova civiltà in nome di un dio falso, vendicativo, fatto di violenza. Il Giubileo chiama uomini e donne di buona volontà a reagire nel nome dei valori positivi”.

Alle parole del Cardinale Crescenzio Sepe, fanno da eco quelle pronunciate da Papa Francesco nel giorno dell’Inizio del Giubileo della Misericordia in San Pietro :”Non abbiate paura, lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Dio che ci aspetta e perdona tutto. L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia, alla paura subentra il coraggio, la chiusura ceda il posto all’annuncio e ogni dubbio viene scacciato dalla fede piena di amore. La madre della divina misericordia apra i nostri occhi, perché comprendiamo l’impegno a cui siamo chiamati, e ci ottenga la grazia di vivere questo giubileo con una testimonianza fedele e feconda. È tempo per la chiesa di ritrovare il senso della missione e che il Signore le ha affidato, essere strumento della misericordia del Padre”.
La Porta Santa nella Cattedrale di Napoli, punto di arrivo del percorso spirituale e materiale di ogni fedele, nell’incontro personale con Cristo. Non a caso, il Vangelo secondo Giovanni, letto innanzi alla Porta Santa, nei momenti antecedenti l’apertura, ha proclamato: “In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore….. in verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo”.

 

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