2016, In marcia per la pace

“Vinci l’indifferenza e conquista la pace” è il tema del messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della 49° Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2016, a Napoli e in tutto il mondo, con 600 manifestazioni previste. A Napoli, in particolare, si celebrerà “la Giornata Mondiale per la Pace – Giubileo per i partecipanti alla marcia per la pace”. L’inizio della manifestazione alle ore 17.30 a piazza del Gesù, prevede una parte musicale con l’esibizione di Monica Sarnelli, ma anche del coro Gospel “LWGP”, di un balletto peruviano e i canti dei Giovani per la Pace. Sono previsti interventi e testimonianze dell’imam di San Marcellino Nasser Hidouri, e di un profugo proveniente dal Gambia. Alle 18, 15 prenderà il via la marcia che sarà aperta dai bambini. Verranno portati dei cartelli con la scritta dei Paesi che sono tuttora in guerra. Alla marcia si unirà il Cardinale Crescenzio Sepe in piazza San Gaetano, e al termine della fiaccolata, che attraverserà il centro storico, l’Arcivescovo presiederà la Santa Messa, in Cattedrale, alle 19,00 subito dopo al passaggio sotto la Porta Santa dei partecipanti alla marcia, che diventa, con l’occasione, anche la Porta della Pace. La marcia è stata organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con l’Arcidiocesi di Napoli , e i Movimenti ecclesiali.
La Marcia della Pace, per tutte le terre che nel Nord e nel Sud del mondo attendono la fine della guerra, fonte di sofferenza per tanti popoli e “madre” di tutte le povertà, e la fine del terrorismo, sperando nell’unità e nella pace della famiglia umana. Cristiani e credenti di tutte le religioni, uomini e donne di buona volontà, sono invitati ad unirsi per manifestare che la pace è possibile e che la guerra non è inevitabile. Fu papa Paolo VI nel 1968, durante la guerra in Vietnam, che scrisse il primo Messaggio per la Pace: “… sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa, all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo, che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire…”. Da allora, la Chiesa cattolica in una celebrazione come segno che i cristiani non possono rassegnarsi ad accettare la guerra come soluzione ai conflitti, ma diventano operatori di pace, nell’incontro con uomini e donne di fedi diverse, sempre nell’orizzonte della pace; nel lavoro quotidiano per costruire ovunque una società della pace e della convivenza.
“Come creature – dice Papa Francesco – dotate di inalienabile dignità noi esistiamo in relazione con i nostri fratelli e sorelle, nei confronti dei quali abbiamo una responsabilità e con i quali agiamo in solidarietà. Al di fuori di questa relazione, ci si troverebbe a essere meno umani. È proprio per questo che l’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana. Mentre ci incamminiamo verso un nuovo anno, vorrei invitare tutti a riconoscere questo fatto, per vincere l’indifferenza e conquistare la pace”. L’esortazione di Papa Francesco, come filo conduttore alla Marcia Insieme per la pace, una marcia che, nel contesto del Giubileo della Misericordia vuole essere un segno evidente e forte di partecipazione alla costruzione della pace trasversale a qualsiasi fede e cultura. Tutti insieme per fare un piccolo passo verso pace, con l’impegno a vincere le tante “indifferenze” che ostacolano la pace, attuando passi di pace. Una pace minacciata dall’indifferenza globalizzata; una pace frutto della cultura della solidarietà, misericordia e compassione; una pace nel segno del Giubileo della Misericordia, in cui ciascuno è chiamato a riconoscere come l’indifferenza si manifesta nella propria vita e ad adottare un impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato o dall’ambiente di lavoro.
Papa Francesco afferma: “Le guerre e le azioni terroristiche … hanno segnato dall’inizio alla fine lo scorso anno moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una “terza guerra mondiale a pezzi. Tuttavia, oggi ci sono molteplici ragioni per credere nella capacità dell’umanità di agire insieme in solidarietà, nel riconoscimento della propria interconnessione e interdipendenza, avendo a cuore i membri più fragili e la salvaguardia del bene comune. La misericordia è il cuore di Dio. Perciò dev’essere anche il cuore di tutti coloro che si riconoscono membri dell’unica grande famiglia dei suoi figli; un cuore che batte forte dovunque la dignità umana … sia in gioco”. Anche con una marcia per la pace nell’anno del Giubileo della Misericordia, attraversando quella “Porta Santa della Pace”, come impegno comune nel desiderare, nel chiedere, nell’accogliere e nel custodire il dono della Pace.

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